Diventeremo adulti

GIULIA MEI
Artist: Giulia Mei
Label: Il Cantatore Necessario
Release Date: 28-3-2019
Genres: Folk, Indie Rock, Pop
Available Now On:
Tracks
1. Tutta colpa di Vecchioni
2. Kundera
3. La 600 (tutta rotta)
4. La Bellezza
5. Lui
6. E fattela 'na risata!
7. A mia madre
8. Maledetto
9. Quelli che amano hanno lo sguardo più lucido e folle che c'è
10. Destinatario inesistente
11. Vivi, c'hai la vita, deficiente!
12. Iu c'àiu a tia
About New Album

Diventeremo adulti” è l’album d’esordio di Giulia Mei, realizzato a Roma con la produzione artistica del cantautore Edoardo De Angelis.
Dodici tracce di cui Giulia Mei è autrice e compositrice, ad accezione della bonus track Iu c’àiu a tia, reinterpretazione del brano del cantautore siciliano Francesco Giunta.
Il progetto trae ispirazione dalle principali scuole cantautorali italiane, in particolare quella genovese di De André, Tenco e Fossati, e da quella francese (Brel e Brassens sopra tutti), introducendo però al contempo elementi folk, pop e indie rock. Il risultato di queste commistioni è un album particolarmente eclettico, che si propone di fare da ponte tra vecchie e nuove suggestioni.
Tutto il lavoro ruota attorno al pianoforte, strumento principale di accompagnamento di Giulia, che si definisce appunto una “cantautrice al pianoforte”. Si va dal pop di brani più ricchi e arrangiati (Tutta colpa di Vecchioni, Kundera, La 600 (tutta rotta), E fattela ‘na risata, ecc.) all’intimità di brani piano e voce (Quelli che amano hanno lo sguardo più lucido e folle che c’è, Lui, ecc.).
Ogni arrangiamento è pensato in modo da esaltare il testo, elemento cui Giulia Mei riserva sempre grande attenzione.


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Credits

Testi e musiche: Giulia Mei
Produzione artistica: Edoardo De Angelis
Arrangiamenti: Primiano di Biase e Giulia Mei; Antonio Cocomazzi in “La Bellezza”
Edizioni: Musica del Sud
Etichetta: Il cantautore necessario
Distribuzione: Discoteca Laziale

Giulia Mei: voce e pianoforte
Guerino Rondolone: basso e contrabbasso
Fabrizio Guarino: chitarre, mandolino, bouzouki, ukulele
Simone Talone: batteria e percussioni
Primiano di Biase: fisarmonica e pianoforte in “Tutta colpa di Vecchioni”, “La 600 (tutta rotta)” ,“Destinatario inesistente”,“Kundera” e “Maledetto”
Emanuele Ridulfo: violoncello
Giuseppe Milici: armonica
Orchestra Filarmonica di Dnepropetrovsk in “La Bellezza”

Registrazione e mix: Fabio Ferri, Millenium Audio Recording (Roma)
Fotografia e Artwork: Vittorio Di Matteo

“Diventeremo adulti” brano per brano:

 

Tutta colpa di Vecchioni

Ad aprire il disco è quella che Giulia definisce una “canzone-manifesto”, un omaggio al buon vecchio cantautorato nella quale è raccontata la scelta di seguire il bello ma faticoso sogno della musica; scelta di vita influenzata dai grandi autori, uno in particolare, a cui viene data la dolce colpa di avere spinto la cantautrice a scegliere “di scegliersi la vita”, perché in fondo “non si hanno molti tentativi per essere vivi”, e seguire i propri sogni fa bene al cuore.

Kundera

Come scriveva Milan Kundera, la vita è pesante e leggera, ed è forse capendo e accettando questo equilibrio che si impara a viverla, ripartendo dagli errori che ci feriscono a morte, ma ci aiutano anche a diventare adulti.

La 600 (tutta rotta)

Alla fine di ogni relazione amorosa, facciamo sempre l’errore di dare a noi stessi il valore che ci dà chi ci ha abbandonati, senza soffermarci sul fatto che forse ciò che meritiamo deve ancora arrivare, o è già arrivato ma non ce ne siamo accorti.

La Bellezza

Troppo spesso mortifichiamo il nostro valore e calpestiamo la nostra Bellezza, fino a dubitare di averne una, mettendoci a confronto col mondo intero e affidando solo ed esclusivamente ad esso il giudizio su noi stessi. Dovremmo invece domandarci se “vale forse meno un tulipano di una rosa” e soffermarci a guardare noi stessi, usando meno gli occhi e più il cuore.

Lui

Un brano aforisticamente breve, nel quale il ricordo di un uomo e dei pochi momenti passati insieme, è raccontato con la nostalgia, la rabbia e la malinconia di chi sa di averlo perduto per sempre.

E fattela ‘na risata!

Un motivetto canzonatorio e ironico che ci ricorda di come, nell’era della malvagità da social network, siamo talmente impegnati a gettare fango da dietro una tastiera, che non riusciamo più a prendere le cose con leggerezza, e farci una bella risata; ci venderemmo “le gioie più rare” pur di criticare qualcosa o qualcuno, purché questo qualcuno non corrisponda a noi stessi.

A mia madre

Un piano, una voce, registrati in presa diretta, per cantare nel modo più vero possibile la gratitudine e la tenerezza di una figlia per sua madre.

Maledetto

Uno swing impertinente ci ricorda che, dopo tutto, l’amore è fuoco, carne e lenzuola disfatte, specialmente quando hai vent’anni.

Quelli che amano hanno lo sguardo più lucido e folle che c’è

Una dolce canzone d’amore che si lascia cullare dall’andamento ternario di un pianoforte, e che racconta l’affetto maturo e sincero di chi si ama per via dei difetti, e non malgrado essi.

Destinatario inesistente

Spesso siamo talmente innamorati dell’idea dell’amore che, alla fine, non ci innamoriamo affatto, e continuiamo a costruire nella nostra mente qualcosa che non esiste nella realtà, qualcuno che somigli ai nostri sogni, un “destinatario inesistente” cui inviare le nostre parole d’amore.

Vivi, c’hai la vita deficiente!

Un inno alla vita, dedicato a chi troppo spesso si dimentica di viverla e si perde tra rimpianti e rimorsi, dandola vinta a un dolore che toglie la voglia di andare a guardare ogni giorno cosa c’è “dietro la tenda”.

Iu c’àiu a tia

Anche il pianto diventa una gioia, quando lo si fa per chi si ama, anche il sole sembra poco splendente in confronto alla luce che emana chi si ama, come dice questa dolcissima canzone in dialetto siciliano che chiude il disco, come a ricordare che, dopo tutto, la Sicilia è punto di partenza ma anche d’arrivo del percorso artistico di Giulia Mei.

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